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La Primavera arriva sempre quando non sei pronto.
Ti prende mentre stai cercando di rimettere insieme i pezzi, o mentre fai finta di stare bene.
E proprio lì, quando abbassi la guardia, ti frega.

Maledetta Primavera parla di questo. Di quell’amore che non segue regole, non chiede
permesso e non si spiega.
Arriva, ti attraversa, e ti cambia. Che tu lo voglia o no.

Dentro questa storia ci sono tre vite. Tre modi diversi di stare davanti allo stesso sentimento.
C’è chi ha perso, chi sta per rischiare tutto, chi non ha ancora smesso di credere che si possa
tornare indietro.
Non c’è un ordine. Non c’è una direzione giusta.

L’amore, qui, non viene mostrato. Resta fuori campo, come succede nella quotidianità.
Lo senti nei gesti, negli sguardi, nelle attese. E quando finalmente appare, non ha il volto che
immaginavi. Si tratta di qualcosa di viscerale, più profondo.
E’ casa.

Perchè la Primavera non è gentile. Ti costringe a sentire. E sentire, a volte, fa male.
Ma è l’unica cosa che ci rende vivi.