Provincia non è un luogo preciso. E' una condizione condivisa. E' il caldo che rallenta tutto, le giornate che sembrano tutte uguali, i tempi morti che si dilungano senza un motivo. E' crescere in un contesto che non hai scelto, dove le possibilità sembrano sempre più lontane rispetto a chi vive altrove.
E' aspettare un pullman che non passa. E' guardare gli altri muoversi mentre tu resti fermo. Ma è anche altro. Provincia è inventarsi qualcosa quando non c'è niente. E' trovare un'alternativa quando la strada principale è chiusa. E' trasformare un limite in occasione, senza dichiararlo.
E' salire sopra un tetto e chiamarlo Mare. Non perchè lo sia davvero, ma perchè basta crederci abbastanza. E' fatto di oggetti recuperati, soluzioni improvvisate, gesti semplici. Di amicizie che nascono senza contesto e resistono senza bisogno di spiegazioni.
E' una realtà imperfetta, a tratti scomoda, spesso sottovalutata. Ma proprio per questo autentica. Provincia nasce da questa tensione: tra immobilità e movimento, tra limite e creatività, tra ciò che manca e ciò che si costruisce. Non racconta una fuga, non racconta un altrove.
Racconta quello che succede quando resti, e decidi comunque di vivere qualcosa. Perchè alla fine non è il posto a determinare l'esperienza.
E' il modo in cui scegli di starci dentro.
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